Una prima telefonata che ci racconta di un lunghissimo percorso di avvicinamento. 10 ore di marcia carichi di zaini mostruosi, 19 chilometri percorsi per 1300 metri di dislivello. E solo un mulo che, povero, ha fatto due viaggi per portare tutto in quota. D’altronde essendo stranieri hanno dovuto allungare il tragitto per evitare una zona militare vietata.

Questo ha comportato di non poter portare l’acqua per la quale ci sarebbero voluti più animali al trasporto. E vedremo come questo cambia le cose per i nostri amici.

L’altro ieri hanno allestito il campo e ieri sono iniziati i primi lavori. È stato riarmato l’ingresso dell’enorme pozzo fino ai meno 150 e finalmente fatta qualche prima foto. Un’altra squadra ha recuperato acqua nell’unico posto possibile: una pozza alla base di un pozzo da 130 metri! Bisogna fare su e giù per procurarsi di che bere e cucinare. Certamente non la soluzione più comoda.

Oggi una prima squadra ha continuato l’attrezzamento del pozzone fino al fondo. La speranza è che in questo modo domani si possa documentarlo completamente. Una seconda squadra è andata a cercare nuovi ingressi ma senza grossa fortuna: decine e decine di grandi doline ma niente vuoti ipogei. Infine la terza squadra è scesa in una grotta che era in corso d’esplorazione fin dallo scorso anno ma al momento della telefonata ancora non uscivano.

Per sapere cosa hanno fatto e per tutto quello che faranno nei prossimi giorni restate in ascolto!

Partecipano per La Venta: Alessio Romeo, Giuseppe Spitaleri, Umberto del Vecchio, Alessandro Rinaldi e Gianluca Selleri.

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