Firuzabad sei ora locale è la nostra prima tappa.
Atterrati a Shiraz in piena notte abbiamo incontrato l’amico Younes giunto ad accoglierci da Teheran per presentarci e lasciarci in compagnia di Mahadi l’autista a nostra disposizione per tutto il periodo, fornito di un intraprendente minibus Iveco col quale riuscirà a percorrere piste improbabili e discese spettacolari.

 

Il gruppo è bene affiatato e ognuno col proprio ruolo: Luca Imperio responsabile della spedizione, Luca Massa documentazione video, Gaetano Boldrini logistica e fotografo, Leonardo Piccini geologo Martino Frova documentazione fotografica e io, medico di spedizione, che spero non dovermi occupare di nulla.

Come da programma nei primi giorni abbiamo esplorato quella che era la zona prevista; tre giorni intensi in un ambiente magico dell’antica Persia! Dove il caldo se la gioca da padrone.

Ore sotto il sole e con addosso un costante venticello: l’uno ti fa evaporare, l’altro  ti asciuga per bene. Ci rendiamo subito conto che tre litri di acqua giornalieri a testa non bastano. Il secondo giorno me la gioco col sassolino in bocca e mi rendo conto che funziona.

Riusciamo a localizzare e scendere alcuni delle decine e decine di ingressi. Un bellissimo pozzo di 60 metri porta su un fondo chiuso da detriti e pietrisco e questa è la modalità con la quale chiudono tutte le cavità visitate.

Le colonne di sale emerse hanno trasportato sulla loro sommità tutto ciò che gli faceva da cappello. Anche le zone alte, a oltre 1700 m di quota e 600 m di dislivello dal piano del campo, sembrano un territorio bombardato fra enormi distese di pietrisco, terra e argille. Perfino i piani di una cava dismessa, ovviamente di sale, da noi utilizzati per raggiungere le vette, sono ricchi di pozzi intercettati, ma ormai riempiti di detrito. Dal basso sono state visitate alcune risorgenze, ma senza grossi sviluppi.

I fiumi di sale sembrano campi da sci e la rara acqua che scorre se l’assaggi sei morto! O almeno così dicono, io l’ho assaggiata e sono sopravvissuto, anche se giuro che non lo farò mai più!

Fin qui possiamo verosimilmente escludere una spedizione dove la logistica peraltro sarebbe veramente difficile.

I ragazzi del gruppo speleologico della regione di Lar, dove abbiamo esplorato, ci hanno accompagnato condividendo piacevoli momenti sia in montagna, sia nelle poche ore trascorse con loro in città prima di rientrare a Firuzabad con circa 5 ore di viaggio. Superato l’imbarazzo iniziale delle ragazze con il velo e, da parte loro, la difficoltà nel darci la mano, c’è stata un’intesa di grande amicizia. Molto cordiali, curiosi dei nostri luoghi, gli abbiamo concesso alcune ore di addestramento su corda nel capannone del loro gruppo. Il tutto è finito con una spettacolare mangiata di meraviglioso kabab in salsa di yogurt, seduti sui tappeti, in strada. Diciamo che abbiamo iniziato bene!

Giuseppe Giovine.

Sponsor: Ferrino, Scurion, DeWalt, Intermatica, Amphibious.

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