Sono pochi i luoghi al mondo ancora incontaminati, l’arcipelago delle Galapagos è sicuramente uno di questi. Rese famose grazie all’opera “The origin of the species” di Charles Darwin, queste tredici isole di origine vulcanica sono ancora poco conosciute, soprattutto dal punto di vista sotterraneo.


Dopo tre anni dalla prima prospezione, quest’anno siamo tornati prendendo parte ad una spedizione organizzata da speleologi americani della Cave Research Foundation che già da diversi anni esplorano le foreste dell’arcipelago alla ricerca di lava tubes.

Obiettivo principale della spedizione era di continuare le ricerche nell’isola di Santa Cruz, la seconda isola più grande dell’arcipelago.

Nonostante i pochi giorni di attività vengono esplorate e rilevate quasi 3km di nuove gallerie. Le grotte si sviluppano a pochi metri sotto la superficie esterna e sono facilmente accessibili attraverso collassi superficiali che si trovano nel bel mezzo della foresta, dove per procedere è necessario prestare molta attenzione ad ogni passo a causa del suolo instabile e soprattutto per l’impervia vegetazione. Le nostre guide (allevatori locali che conoscono bene il territorio) ci accompagnano aprendo sentieri con il machete mentre noi, ogni tanto, ci fermiamo per prendere le coordinate dei collassi esterni e valutiamo le possibilità esplorative. Spesso infatti i collassi, franando nelle gallerie sottostanti, ne ostruiscono completamente il passaggio rendendo difficile, se non impossibile, l'accesso al sistema sotterraneo.

Equipaggiati con un laser scanner, abbiamo eseguito il rilievo 3D di alcuni dei tratti più interessanti dei lava tubes in cui siamo entrati. Grazie ai dati raccolti saremo in grado di confrontare le morfologie presenti in queste grotte con altre cavità vulcaniche già rilevate con la stessa tecnologia.

Oltre che per la bellezza e il fascino dei luoghi più nascosti e meno accessibili, queste isole offrono una natura spettacolare anche in superficie!! Trovandoci a Santa Cruz, una tappa obbligatoria del viaggio è il “Centro di Ricerca C. Darwin” dove abbiamo potuto ammirare da vicino le tartarughe giganti: dei colossi ultracentenari che ad ogni passo trasmettono un profondo senso di maestosità!

La nostra esplorazione si conclude all'isola di Isabela, la più selvaggia di tutte forse. Arrivati nell'isola, sembra di essere proiettati in un'altra dimensione: un tuffo in un mondo dove il contatto con la natura fa da protagonista! Isabela ha ben 5 vulcani e noi non resistiamo al desiderio di vederne almeno uno da vicino. Così ne approfittiamo per fare l’escursione al Sierra Negra… La sua caldera è davvero immensa, qualche chilometro di diametro (solo a giugno dell'anno scorso l'ultima eruzione!!) e il vicino vulcano Chico ci proietta in un affascinante paesaggio dal sapore marziano.

Rientriamo come al solito con la sensazione di aver visto troppo poco e ancora di più convinti che ci sarà ancora molto da esplorare tra quelle foreste...

Un ringraziamento speciale va alla direzione del Parque Nacional Galápagos.

Partecipanti: Aaron Addison, Hein Angermeyer, Rick Haley, Scott Linn, Bob Osburn, Tommaso Santagata, Livia Savioli, Elizabeth Winkler, Richard Toomey, Theofilos Toulkeridis.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cookie policy