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Albania - Curraj

Una nuova collaborazione per La Venta. Il gruppo speleologico Martinese, in collaborazione con il gruppo speleologico Bolognese GSB-USB e il gruppo speleologico Faentino, sta partendo per il secondo anno consecutivo per una spedizione sulle Alpi Albanesi.

Il progetto prende il nome dal villaggio di Curraj I Ëperm sito in una valle fluviale ai piedi dei monti Kakise (2.359 m.) e Boshit (2.415 m.).

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Iniziate le esplorazioni sul grande muro

12 ore di autobus. 6 ore di "camion bestiame". Altrettante ore a piedi aiutati dai muli ma carichi come e più di loro.

Sabato è stato montato il campo base a quota 3500 e già ieri sono iniziate le operazioni con alcuni che sono saliti sulla sommità del muro. Il loro obiettivo raggiungere degli ingressi in parete visti già lo scorso anno. La speranza è che siano grotte che in qualche maniera vadano a collegarsi a Boi Bulok.

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Ritorno a Boj Bulok

Partirà tra pochi giorni la settima spedizione di La Venta nel sud dell'Uzbekistan, ancora una volta tra i giganti calcarei della regione del Sukhandaryo, non lontano dal confine con l'Afghanistan. Anche quest'anno le attività saranno coordinate dagli amici Russi dello Speleo Club Ekaterinburg, che dalla metà degli anni ottanta portano avanti questo affascinante progetto esplorativo tra i più complessi a livello internazionale, per via di avvicinamenti lunghissimi e grotte tecnicamente molto impegnative.

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Imawarì, al lavoro sui modelli 3D

Grazie all'aiuto di GST Gruppo Servizi Topografici, che ci ha dato in uso un suo laser scanner Leica HDS 7000, durante l'ultima spedizione in Venezuela, ed in particolare nella grotta di Ymawarì Yeutà, si è potuto procedere all'acquisizione dei dati topografici interni ed esterni.

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Conclusa la prima ricognizione in terra persiana

Quasi tutto corse e notti insonni (Natalino ha calcolato circa trentadue ore di sonno in otto giorni), questo primo giro in Iran ci lascia acido lattico e prospettive.

Atterriamo a Teheran a mezzanotte passata. Ad attenderci troviamo Yousef Sorninia, Yones Shariatmadari e Mohammed Khalidzadeh dell'Iranian Caving and Speleology Association (ICSA). Carichiamo la nostra roba su due utilitarie e, otto ore e diversi colpi di sonno dopo, eccoci a Kermanshah.

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Il resoconto della prospezione alle Galapagos

Finita la ricognizione alle isole siamo arrivati a Quito. Qui fa un po' freddo; siamo PUR sempre a tremila metri ma evidentemente ci stavamo abituando troppo bene al clima dell'oceano.

Tirando le somme della prospezione direi che è andata abbastanza bene; forse meglio di quello che ci aspettavamo. Tutti i contatti in scaletta sono stati rispettati. Theo, il geologo ecuadoriano co-responsabile del progetto e profondo conoscitore dei vulcani delle Galapagos, Aaron, l'altro geologo statunitense che era con noi sono stati proprio una sorpresa, per simpatia e disponibilità. Insomma, due ottimi compagni di viaggio.

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