Spedizione “Juquila 2007”, Messico JuquilaObiettivo di questo ciclo esplorativo era verificare le potenzialità esplorative del Cerro Verde e dell'altopiano di Mauizapan ed effettuare la prima discesa integrale del Canyon, da Tepelmeme al Bananeto. Forti delle autorizzazioni ottenute l'anno scorso, da Tehuacan ci siamo diretti al Rodeo, un rancho che si trova lungo l'autostrada, alcuni chilometri prima di Tepelmeme. Qui, avuti i permessi ufficiali per le tre squadre (Cerro Verde, Mahuizapan, e Canyon) abbiamo ingaggiato alcune guide almeno fino al Rancho Ica de Ruaria.
In mancanza di indicazioni più precise la squadra Canyon è stata lasciata pochi chilometri a sud di Tepelmeme, nelle vicinanze del Cerro Chiquihuite, con indicazioni, in verità assai fumose, per raggiungere l'acqua del Rio Matanzas e di qui scendere fino all'inizio del Canyon di Juquila.
In verità il Rio Matanzas si è rivelato a sua volta un canyon molto severo, con lunghi laghi, salti e un paio di strettoie veramente notevoli (larghezza non più di due metri con pareti alte un centinaio e lunghezze anche di tre-quattrocento metri). Per compiere questo primo tratto di Canyon sono stati necessari tre giorni e mezzo pieni. Le grotte intraviste e fotografate sulle pareti sono moltissime, ma per mancanza di tempo non sono state raggiunte. Nella strettoia più importante la squadra ha avuto uno spiacevole incontro con due serpenti, di cui uno era certamente un corallito, che sbarravano la strada su due passaggi obbligati della forra. JuquilaDopo la «Strettoia dei Serpenti» si giunge alla confluenza con il Rio Grande de San Miguel e di qui all'inizio di Juquila. Un posto incredibile, con roccia levigatissima dalle piene, dove tre strettissimi Canyon si incontrano lasciando intravedere nel cielo una Y perfetta. Da qui abbiamo percorso in una giornata oltre un km di laghi a nuoto, di cui uno lungo almeno trecento metri.
Di qui la squadra Canyon ha impiegato ancora un giorno (il 6°) per raggiungere la zona del Puente Colossal, esplorando moltissime altre grotte.
Nella parte di Canyon già conosciuta sono state esplorate molte grotte tra cui il grande cavernone intravisto nella discesa precedente. Anche questo purtroppo chiude in frana dopo una cinquantina di metri e presenta un concrezionamento fossile notevole con un muro di cristalli di calcite alto cinque-sei metri, segno di un carsismo molto antico in climi diversi dall'attuale.
Mentre la squadra Canyon scendeva, le altre due squadre hanno verificato moltissime segnalazioni di pozzi. Le scoperte più interessanti sembravano concentrarsi nella zona di Mahuizapan.
Le grotte esplorate e rilevate sono state moltissime e fino all'ultimo giorno ci sono state buone possibilità di aver trovato il buco giusto. Purtroppo la cavità più importante, una grotta a grandi pozzi con moltissimi pipistrelli chiude su detrito a 70-80 metri di profondità. Un'altra cavità molto interessante è stata esplorata fino a un meandro attivo a '35 metri che continua, ma le strJuquilaettoie precedenti hanno fatto desistere dal tornarci.
In generale moltissimi pozzi chiudono tra i dieci e i venti metri di profondità su ostruzioni di fango o detriti, o in altri casi su strettoie impraticabili. In alcuni casi presentano forti correnti d'aria, in altri ci sono stati seri problemi per mancanza di ossigeno. Questo denota il fatto che, in particolare nelle zone più in quota, il fenomeno carsico o è troppo antico o è troppo giovane per permettere di scendere in profondità. A quote più basse, sulla verticale delle risorgenze si concentrano invece la maggior parte dei buchi soffianti.
Il ritorno è stato lungo e doloroso come al solito. Minacciati dai temporali, alcuni di noi hanno a malincuore rinunciato al capretto che Don Benito aveva preparato per tutti. Ma alla fine ci siamo ritrovati al Rodeo, tutti molto soddisfatti dell'esperienza trascorsa.
Molto è ancora da capire, tantissimi sono ancora gli ingressi da raggiungere sul Canyon e di qui i freatici ci sono e forse non sarà impossibile entrare nel sistema dal basso. Il territorio si è rivelato molto più imponente e complesso di quello che si pensava, il Canyon lungo almeno 25 km invece che 15. E rimane ancora da scendere il Rio Grande de San Miguel, che sembra promettere notevoli avventure. Dal punto di vista faunistico il posto è veramente ricchissimo, oltre ai serpenti abbiamo avuto anche un incontro ravvicinato con un puma, oltre che con tante altri animali (orsetti, scorpioni, scolopendre, ecc.).

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cookie policy