Molte grotte di Myanmar sono luoghi sacri. Probabilmente lo sono da sempre, ma da quando la religione buddista si è diffusa nel sudest asiatico, le grotte della Birmania sono diventate luoghi di rifugio, per monaci ed eremiti, e luoghi di culto per tutta la popolazione. Tracce di frequentazione a scopi religiosi si trovano in quasi tutte le grotte più accessibili. Alcune, tra cui quella notissima di Pindaya, ed altre meno note, come quella di Myin-Ma-Hti presso la cittadina di Kalaw, sono state adattate dall’uomo per questo scopo, con tanto di pavimenti in ceramica ed illuminazione, e sono stracolme di stupa e statue votive che rappresentano il Buddha. La grotta di Pindaya, in particolare, è uno dei luoghi sacri più importanti per la religione buddista di tutta l’Asia e riceve diverse centinaia di migliaia di visitatori l’anno. L’impatto di questa frequentazione sulle grotte, da un punto di vista ambientale è notevole, ma la ricchezza e l’importanza socio-culturale di questi luoghi, frequentati da millenni, è enorme ed essi meritano la massima attenzione ai fini della loro conservazione.

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