Templi e fiumi sotterranei della lontana Myanmar

Area geografica: Penisola Indocinese – Myanmar - Stato di Shan, circa 700 km a nordest di Yangoon.

La penisola indocinese ospita alcune delle aree carsiche più importanti del nostro pianeta. Vi sono vaste zone carsificate, con un paesaggio dominato da torri calcaree, ampi bacini chiusi e dorsali allungate con quote solitamente modeste. In generale sono aree ancora poco esplorate per le loro grandi difficoltà di accesso, legate sia alla loro struttura che a questioni socio-politiche.

Lo stato di Myanmar, che sino al 1989 si è chiamato Birmania, è tuttora un’area poco o per nulla investigata dal punto di vista speleologico per le severe restrizioni imposte al turismo e, più in generale, all’attività di ricercatori stranieri.

Nel 2002, il nostro socio Tim Stratford ha avviato una serie di contatti con l’Università di Yangon che hanno permesso di effettuare una prima missione ricognitiva nel 2004, nello stato di Shan, al centro di Myanmar. Da quella prospezione è apparso immediatamente chiaro che vi erano notevoli potenzialità esplorative e speleologiche. Successivamente, grazie anche alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Speleologia e l’Università di Bologna, sono stati formalizzati accordi che hanno permesso di effettuare una spedizione esplorativa nel febbraio 2005.

Il progetto “Myanmar”
Il progetto “Myanmar” ha preso corpo nel 2005, con la prima vera spedizione in questo paese dai mille volti naturalistici e umani, grazie all’appoggio dell’Università di Yangoon.

Le ricerche si sono concentrate nell’area presso la città di Kalaw, nello stato di Shan, caratterizzata da lunghe dorsali calcaree che già da un esame delle foto satellitari e di alcune carte topografiche, apparivano ricche di forme carsiche. La spedizione ha dimostrato le potenzialità di una zona che promette di essere una delle nuove frontiere della speleologia per i prossimi decenni.

Molte grotte sono luoghi di culto frequentati dalle locali popolazioni dedite al bhuddismo, ma ve ne sono molte altre che per le difficoltà di accesso rappresentano delle vere e proprie sfide anche a speleologi esperti.

La spedizione del 2005 ha potuto solo saggiare alcune delle aree più promettenti, dove sono stati individuati grandi fiumi sotterranei che promettono lunghe ed emozionanti esplorazioni. Dopo una pausa durata 7 anni, l’associazione La Venta ha ripreso le ricerche in questo paese nell’ambito di un più ampio  progetto internazionale, il Myanmar Caves Documentation project, coordinato dallo speleologo tedesco Joerg Dreybrodt.

Le spedizioni:
2004
2005
2012-2013

Prospettive future: Tutta la parte centro settentrionale del paese appare molto interessante per la presenza di ampie zone calcaree individuate dalla cartografia e dalle immagini da satellite. Anche nel settore indagato ci sono prospettive di poter esplorare grandi sistemi sotterranei.

Partner scientifici ed Enti di ricerca coinvolti: Istituto Italiano di Speleologia - Università di Bologna, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi: ISE - CNR, Università di Yangon.

Approfondimenti:

Una nuova frontiera: il carso del Myanmar - A new frontier: the karst of Myanmar - P. FORTI, R. TEDESCHI - KUR 2, 2004 (ITA-ENG)

Namun: grotte d'Oriente - Namun: cavs of the EST - A. DE VIVO, F LO MASTRO, L. PICCINI - KUR 5, 2005 (ITA-ENG)

Myanmar 2005 - A. DE VIVO, L. PICCINI, - KUR 5, 2005 (ITA-ENG)

Spiriti della Foresta - Spirites of the Forest - E. PROCOPIO - KUR 5, 2005 (ITA-ENG)

Genti di Shan - People of Shan - T. STRATFORD - KUR 5, 2005 (ITA - ENG)

U Hmin Gu: la grotta dei Budda - U Hmin Gu: the cave of the Buddhas - R. TEDESCHI - KUR 5, 2005 (ITA-ENG)

Preliminary overview on the karst area of Kalaw - L. PICCINI, A. DE VIVO, F. LO MASTRO, T. STRATFORD - ICS Proceedings, 2009 (ENG)

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