SAMARCANDA: SCOGLIERE GIGANTI NEL MARE DI SABBIA
Le ricerche delle grotte più profonde dell'Asia sulle immense montagne del Pamir-Alaj, testimoni della fine dell'Unione Sovietica. Samarcanda si trova nello stato dell’Uzbekistan, adesso repubblica indipendente, ma in quegli anni ancora parte dell’immenso stato sovietico. È un paese fatto d’interminabili pianure desertiche e alte e scoscese montagne, che lo chiudono a sud, e rappresentano le propaggini del Pamir-Alay. Click per ingrandireÈ su queste montagne che da decenni gli speleologi sovietici, provenienti soprattutto dalla città di Kiev e di Sverdlovsk-Ekaterineburg, hanno portato avanti alcune delle campagne di ricerca speleologica più impegnative mai realizzate. L’obiettivo erano le numerose grotte che si aprono nelle alte dorsali calcaree a sud-ovest della città di Dushambè, gigantesche monoclinali che arrivano a sfiorare i 4000 m di quota, pressoché prive di acqua. Le grotte che si trovano sono fra le più alte del mondo e quindi fra le più fredde e difficili al limite degli 0 °C o appena sotto. Da loro venne l’invito ad unirsi ad una spedizione, nell’estate del 1989. Si formò una selezione dei migliori esploratori di grotta in Italia che poterono così entrare in quelle favolose regioni. Le esplorazioni furono molto fruttuose su entrambi i massicci su cui si lavorò. Il risultato più eclatante fu che sei membri della spedizione (tre italiani e tre russi) in 115 ore di punta raggiunsero per la prima volta il fondo di Boy Bulok, un lunghissimo meandro sotterraneo profondo oltre 1200 m, stretto e con lunghi tratti semiallagati, che in quel momento divenne la grotta più profonda dell’Asia e rimane una delle più difficili in assoluto. Due anni dopo la neonata associazione La Venta organizzò una nuova spedizione, meglio attrezzata e meglio organizzata, per cercare grotte nelle parti alte della catena di Bai-Sun-Tau. Molte le grotte esplorate, alcune delle quali raggiunte con lunghe e difficili calate su pareti calcaree alte sino a 500 m. Si tratta tuttora di una delle campagne esplorative più impegnative compiute dalla nostra associazione, i cui risultati sono ampiamente descritti nel libro “Grotte e storie dell’Asia Centrale” e documentati in due filmati. Possiamo dire che l’idea di creare l’associazione La Venta, e la sua stessa impostazione geografica e tecnica, derivano dall’aver affrontato quell’immenso, ancora irrisolto problema speleologico che si stende sotto quelle montagne desertiche dell’Asia Centrale. Area geografica: montagne di confine fra Tagikistan e Uzbekistan, 150 km a sud di Samarcanda.
Prospettive future: il quadro abbozzato dalle spedizioni è abbastanza completo, ma le difficoltà logistiche e il tempo limitato non hanno permesso approfodndimenti. La grotta di Ulugh Beg è probabilmente profondissima, ma il suo ingresso è realmente uno dei più remoti del pianeta. Attualmente la situazione politica sconsiglia spedizioni.

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