Nel febbraio del 93, grazie ad uno sforzo logistico veramente straordinario (quasi 40 ore di elicottero, due tonnellate di materiali, complesse comunicazioni radio), tre gruppi hanno operato per venti giorni sulla superficie e negli abissi del grande altopiano quarzitico dell’Auyan Tepui.

Il lavoro di superficie ha permesso di tracciare mappe di dettaglio, grazie all'uso di moderni satellitari e una meticolosa attività topografica. L'esplorazione ipogea, superando le difficoltà tecniche poste dalla quarzoarenite (altissima abrasività, estrema durezza in superficie, friabilità in profondità) e quelle legate al clima (altissime precipitazioni e piene improvvise) porta invece alla conoscenza e allo studio di una delle cavità più profonde al mondo in questo tipo di roccia (Cueva del Rio Pintado, 2500 metri di sviluppo, 370 metri di profondità).

Anche le esplorazioni della piattaforma Aonda e della Sima Churun portano a risultati inaspettati. Ma al di là dei dati metrici, viene confermata definitivamente la possibilità di sviluppo di sistemi carsici complessi nella quarzite, e è chiarito il meccanismo speleogenetico alla base del fenomeno.

Nel corso della spedizione è realizzato un documentario per il programma Reportage (Canale 5) che ottiene un grande successo, grazie a nuove tecniche di ripresa e agli ambienti particolarmente impressionanti.

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