Ufa, grande città degli Urali meridionali. Serata di chiacchiere sulla faccia nascosta del mondo sotterraneo presso il locale gruppo speleologico.
“Le grotte hanno molto più di tre dimensioni, e quindi hanno molte profondità, anche se noi in genere siamo abituati a considerare solo quella verticale, massima distanza fra i punti estremi accessibili a noi. Ma se guardiamo altre profondità, come la profondità culturale, la grotta Askinskaja, a un’ora di auto da qui, è molto più profonda di Krubera”.
Silenzio sorpreso, Askinskaja per loro è una grotta semituristica dove non è possibile nessuna impresa speleologica. E infatti ci avevano chiesto perché mai fossimo venuti sin lì per questa grotta.
“Askinskaja contiene quello che, ragionevolmente, è il maggior ghiacciaio sotterraneo del mondo. Il fatto che sia fatto di cristalli assai grandi indica che è antichissimo. Tutto quanto è finito là dentro vi è stato intrappolato e custodito in modo perfetto. Ed è ancora lì, appena sotto la superficie costellata di strane forme che forse echeggiano gli archivi sottostanti. Quello non è solo un ghiacciaio, è un’immensa biblioteca del passato di queste zone, un’infinità di libri accumulati che sinora nessuno ha aperto. E ci chiedete perché abbiamo viaggiato tanto per vederlo? Siamo venuti sin qui per far sapere dell’esistenza di questa biblioteca e dei suoi libri intonsi”.
Giovanni Badino
