Ultima entrata a Dark Star per recuperare il materiale dal campo interno e poi in breve tempo ci troviamo a discendere, questa volta alla luce del sole, la lunga corda che ci ha permesso di raggiungere l'ingresso in parete. Scendiamo per l'ultima volta. Forse.
Ci attendono due giorni per smontare il campo e trasferirci a quella civiltà che il remoto Uzbekistan riesce ad offrire. Ma forse io avrei bisogno di andare in Kurkistan, si proprio in quel paese dove ci si corica e si dorme.
Viaggio sul camion che indovina in maniera esperta il percorso disegnato fra massi e acqua portandoci al villaggio di Sadìk, la nostra guida uzbeka, dove siamo ospiti per la cena e la notte. Il giorno dopo inizia il lungo trasferimento alla capitale passando per Boysun e Samarcanda, dove restiamo a fare i turisti per un giorno.
Si fa il resoconto della spedizione e sviluppando velocemente il rilievo si stima la profondità raggiunta (ancora niente sullo sviluppo): -850. Un passaggio da esplorare ad uno dei fondi e altri passaggi che possono portare novità. Lavoro per l'anno prossimo, per una nuova spedizione.
Guardo i visi degli amici russi e scambio due parole con loro, fra inglese italiano e russo. Credo che anche qualcuno di loro abbia bisogno adesso di andare in Kurkistan.
Umberto Del Vecchio
Per i non partenopei: "kurk" è allitterazione di "curcà" ovvero "stendersi a letto". :)
