La spedizione in Islanda si è da poco conclusa e tutto il gruppo è rientrato in Italia.

Nei giorni scorsi, le attività sono proseguite prima sul vulcano Fagradalsfjall e successivamente sul ghiacciaio Virkisjökull.

 

Sul vulcano sono continuate le esplorazioni delle aree di maggiore interesse individuate lo scorso anno attraverso l’utilizzo di un drone dotato di camera termica. Seguendo i canali superficiali scavati dalla lava, sono state individuate diverse grotte che sono risultate molto interessanti dal punto di vista scientifico. In alcune condotte sono state misurate temperature fino a 250°C e depositi di minerali ancora da identificare e che sono stati campionati, verranno successivamente analizzati grazie alla collaborazione con il Dipartimento FABIT dell’Università di Bologna.

Per monitorare il raffreddamento, sono stati posizionati datalogger necessari per raccogliere informazioni su temperature e umidità dell’aria e che verranno prelevati nelle prossime spedizioni.

Insieme ai nostri amici di Flyability ci siamo inoltre occupati della documentazione e del rilievo tridimensionale di diverse grotte attraverso l’utilizzo dei loro droni anti collisione che ci hanno permesso di documentare le parti più inaccessibili in cui per noi era impossibile proseguire a causa delle alte temperature.

Gli ultimi giorni della spedizione, il gruppo si è spostato ad ovest sul ghiacciaio Virkisjökull, una delle tante lingue che scendono dalla calotta glaciale del Vatnajökull, dove siamo stati raggiunti da alcuni giornalisti e operatori video della rivista VICE che ci hanno seguito nelle attività svolte all’interno di una grotta al contatto fra sub-strato roccioso e ghiaccio, per la realizzazione di un documentario sull’utilizzo di nuove tecnologie nel campo della ricerca scientifica legata a studi correlati al cambiamento climatico. Anche in questo caso, grazie ai droni di Flyability, è stato eseguito il rilievo tridimensionale della cavità che servirà come base di partenza per confronti che potremo realizzare in futuro e che ci daranno la possibilità di comprendere meglio le variazioni stagionali e annue di questa cavità e quantificare in volume la perdita di massa di questo ghiacciaio a causa di un torrente esterno che lo intercetta. Ricerca che ormai da tempo stiamo cercando di fare su altri ghiacciai. In futuro richiederemo i permessi anche per campionamenti di acque e crioconiti al fine di allargare le ricerche iniziate in Groenlandia, Patagoinia e Alpi anche all’Islanda in accordo con le università che già collaborano al pogetto “Inside the Glaciers” coordinato dai soci A.Romeo e F.Sauro.

Questa spedizione è patrocinata dalla Società Speleologica Italiana ed è realizzata in collaborazione con il Centro meteorologico e per il rischio vulcanologico Islandese, l’Università dell’Islanda, Istituto di Storia Naturale dell’Islanda, Dipartimento FABIT dell’Università degli studi di Bologna e con il supporto di: AKU, Crioproject, Ferrino, Flyability, Vigea – Virtual Geographic Agency
Le attività svolte sul ghiacciaio sono state realizzate grazie al permesso e alla collaborazione del Vatnajokull National Park.

Tommaso Santagata

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