Nei giorni scorsi le esplorazioni a Dark Star sono proseguite alla grande. La via principale continua percorsa da un torrente importante fino a -500 e poi si dirama in un dedalo di condotti paralleli. Una squadra di russi, aiutata dagli italiani, ha affrontato un campo interno per topografare la nuova zona. Ieri infine si è svolta l'ultima punta nella grotta: Beppe e Stefano (Giusto), hanno esplorato alcuni rami paralleli al principale, mentre Vadim e Vania hanno continuato a scendere pozzi raggiungendo una zona di laghi a circa -600. La grotta continua, ma saranno necessari gli idrocostumi russi per superare alcuni passaggi con acqua profonda nei canyon.
Ma ormai c'è aria di sbaraccamento, gli italiani dovrebbero concedersi un giorno di "semi" riposo domani (visita alla Grotta Sacra) per poi cominciare la lunga discesa verso valle sabato.
Nel frattempo anche dagli altri campi giungono notizie interessanti, anche se non del tutto chiare. Pare che anche a Festivalnaja il nuovo ramo continui e che le corde siano proprio finite (hanno disarmato anche la risalita in parete all'esterno per poter recuperare più materiale possibile), non è chiaro però a che profondità siano arrivati.
A Ulugh Begh pare che la squadra guidata da Mikhail abbia trovato la continuazione del meandro, ma che la prosecuzione sia stata rallentata dalle pareti completamente ghiacciate, nei prossimi giorni speriamo di sapere qualcosa di più anche da quel fronte.
Giusto al telefono satellitare Intermatica ci ha raccontato di un buon clima di collaborazione con i russi, anche se le giornate sono state molto intense, talvolta massacranti.
Attendiamo con ansia foto e racconti al loro ritorno in Italia.
Francesco Sauro









