Venezuela, cima dell’Auyan Tepui, campo Sima del Viento.
10 chilometri di grotta rilevati ed almeno altri cinque esplorati. Ma, seppur importanti, le misure sono nulla in confronto all’emozione lontana della voce di chi racconta.
“Enorme” è la parola più usata nell’ultima telefonata, e la seconda è “fatica”. Poi ce n’è una non detta, ma che risuona in sottofondo: “ENTUSIASMO”!
Ecco. Entusiasmo è quello che Cesco mi comunica mentre snocciola numeri e nomi. Fatico a crederci e allo stesso tempo sono felice per questi risultati e un po’ invidioso di non essere lì con loro!
Le gallerie esplorate nei giorni scorsi sono gigantesche, tanto che una gli ha suggerito il nome “Agorafobia”. Pensavano di aver visto qualcosa di insuperabile nelle quarziti ma poi ecco “Universo del silenzio”, una galleria lunga, larga tra i 50 e i 70 metri, altissima. Le parole esatte di Cesco sono: “se non si prendono punti di riferimento ci si perde immediatamente.”
Tutto questo si trova sempre sui due fiumi che si collegano in un collettore. Ma non è questo il vero collettore: da una divergenza a destra si entra in un salone di circa 200 x 150 metri, già dedicato a Paolino Cometti, un nostro socio scomparso qualche anno fa. E da qui si scende verso il Rumore, il suono che fa un fiume impetuoso. Ecco il vero Collettore di questa zona. Addirittura lo paragona al Saint Paul Underground River delle Filippine. Dice che sarebbe navigabile!
Ovviamente i nostri amici si stanno rendendo conto che non termineranno l’esplorazione nel poco tempo rimasto. Quindi, nei prossimi due giorni, nei quali saranno ancora al completo (poi Alfredo, Fulvio e Jo scenderanno per rientrare in Italia), porteranno quanto più avanti possibile il rilievo e la raccolta delle acque da analizzare.
Alla fine Cesco mi parla delle concrezioni, dice che ci sono incredibili formazioni di gesso, che sembra una Lechuguilla dei Tepui, che le foto sono qualcosa di eccezionale. E io non vedo l’ora di ammirarle e di pubblicarle in questo blog.
Poi un saluto, quasi di fretta, “ora scendiamo di nuovo”. Dice che è una fatica immane, ma che ne vale davvero la pena!
Forza ragazzi!
Leo Colavita
Ricordiamo che il progetto è sostenuto dall’Azienda Geotec SPA e dai seguenti partner tecnici, Dolomite, Intermatica, Ferrino, Amphibious, De Walt, Allemano Metrology, Chelab, Scurion, MountainHouse.









