Niño Loco
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- Created: Monday, 22 March 2010 23:00
- Published: Monday, 22 March 2010 23:00
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Viaggiando da Sant’Elena verso nord attraversiamo una larga porzione di Venezuela, il paesaggio ostenta meraviglie naturali uniche ma le foreste si strappano troppo spesso malgrado le poche aree davvero antropizzate, per lasciare spazio ad un paese in sviluppo con grandi problemi.
Qui si racconta che il fenomeno del Niño sta cambiando il clima, di fatto le piogge latitano da mesi e anche sui Tepui la siccità è davvero evidente. Siamo preoccupati sullo stato di salute di questo lontano paradiso che ospita alcuni tra i più grossi fiumi del Sud America. La represa de Guri, bacino artificiale sede della centrale idroelettrica terza al mondo per potenza raziona già l’energia elettrica, che unita alla mancanza di manutenzione delle fatiscenti linee elettriche sta creando una situazione in netta contrapposizione con le risorse che un paese come questo può vantare.


Dopo le belle esplorazioni sull’Auyan Tepui ci siamo concessi un po’ di giorni di tregua a Santa Elena per poi spostarci verso l’accampamento di Chivaton, nel cuore della Gran Sabana. Nei giorni trascorsi a Santa Elena abbiamo approfittato della presenza di alcune belle cascate per fare un po’ di torrentismo, scendendo una parte del Rio Agua Fria, con una bella cascata di quasi 50 metri e numerosi altri piccoli salti. Ne abbiamo approfittato anche per conoscere meglio, seppur guardandoli da lontano, altri tepui inesplorati, di dimensioni e altrezze importanti (anche oltre i 2800 m slm), che si trovano a nord dei ben piu noti Kukenan e Roraima. Cime importanti, come il Tramen, Karaurin, Ilu e il piccolo ma bellissimo Wadaka-Piapue, mai raggiunte da nessun alpinista, sperdute nelle foreste tra il Venezuela e la Guiana. In particolare il massiccio dello Yuruani, per la sua forma quadrata e dimensioni, potrebbe essere interessante dal punto di vista speleologico e meriterebbe in futuro un sorvolo.






