Verso il Venezuela
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- Created: Monday, 22 February 2010 23:00
- Published: Monday, 22 February 2010 23:00
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Mentre altri compagni di La Venta continuano le esplorazioni nei bellissimi ghiacci del Moreno, in tre, io, Carla e Vittorio, stiamo per partire per il sudamerica, ma ben più a nord, alle calde latitudini del Venezuela. La nostra è una piccola squadra che ha l’obiettivo di tenere caldo anche quest’anno il progetto Tepui, uno dei più affascinanti e problematici (forse per questo ci piace) sogni esplorativi dell’associazione. Staremo laggiù quasi due mesi, perché vogliamo avere il tempo di conoscere a fondo queste terre, per pianificare progetti futuri. Inizieremo con alcuni importanti incontri politici a Caracas col ministero dell’ambiente per avviare il progetto 3D nelle quarziti insieme al team internazionale La Salle, e per portare avanti altri importanti progetti di documentazione e ricerca in queste zone fantastiche. Cercheremo anche noi di tenervi informati sui nostri spostamenti, che non sono ancora ben definiti e dipenderanno molto dalle opportunità che ci si presenteranno dinnanzi.


Ed eccoci nuovamente a raccontare le nostre giornate passate nello splendido contesto del Parco del los Glaciares. Sono state giornate intense di duro lavoro con sveglia all’alba e molteplici obiettivi da inseguire e raggiungere. Più volte abbiamo ripetuto il percorso che ci conduceva nel cuore del Perito Moreno cercando finalmente, dopo le prime giornate di sopralluogo, di concentrarci sulla raccolta dati e sulla documentazione di dettaglio. Le squadre di ricerca hanno continuato le operazioni di posizionamento e rilievo di svariati mulini e bédières, iniziando ad unire i pezzi di questo puzzle che di anno in anno diventa sempre più difficoltoso da perlustrare e comprendere. La troupe documentaristica ha invece concentrato il proprio lavoro individuando le location più suggestive e raccogliendo nuove immagini di ambienti tanto belli quanto difficili da percorrere. È stato infatti trovato un bellissimo mulino agibile solo nelle prime ore del mattino quando la portata della bédière che si getta in esso non è ancora alimentata dall’abbondante afflusso dovuto alla fusione superficiale della massa glaciale.






