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Verso l'Árbol

Il teamDa ieri, martedi 2, siamo nel canyon, in un gran bel posto panoranico: utilizziamo le strutture del Parco Turistico Amiku, chiuso al pubblico da un paio d'anni. Siamo attendati in un anfiteatro affacciato su un ampio slargo del fiume, immersi nella vegetazione. Le luci dell'alba e del tramonto, straordinarie, accendono il verde di valli e pareti verticali. Non c'è energia elettrica ma abbiamo l'acqua di un bel ruscello, due barche a disposizione e molto da fare.

Siamo circa 25 persone, cui ogni giorno si aggiungono una decina di locali che ci aiutano in vari modi... da oggi abbiamo anche tre poliziotti in divisa che si occupano della nostra sicurezza (!).

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Arbol de Navidad: il salvataggio di un simbolo

La parete dell'Arbol. Notare la barca con i turisti alla base!Nel cuore del Canyon del Sumidero, in Chiapas, Messico, una cascata precipita da 200 metri di altezza. Le sue acque, che provengono da una grotta in parete, hanno nel tempo depositato una grande quantità di carbonato di calcio e creato una struttura geologica che ha la forma di un gigantesco albero di Natale: el Arbol de Navidad.
Uno spettacolo della natura considerato un simbolo del Parco Nazionale del Sumidero e dell’intero stato del Chiapas: un monumento naturale unico al mondo, visitato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti.
Negli ultimi anni il flusso d’acqua che alimenta la grande cascata, e fuoriesce da una grotta, è progressivamente diminuito: nei periodi piovosi l’acqua esce ancora, seppure in minor quantità, ma nelle altre stagioni lo scorrimento è minimo, fino a ridursi a zero.
Oltre all’evidente danno per il turismo, è a rischio l’intero ecosistema vegetale e animale che vive sull’Arbol grazie alla sua umidità costante.

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Terminato il Campo internazionale di speleologia glaciale

igcc_07Il Campo è terminato il 27 Ottobre. E tutto il materiale è tornato in magazzino ieri. Hanno partecipato 46 persone prevalentemente di 3 paesi europei (Italia, Francia ed Inghilterra). Ora abbiamo un quadro abbastanza esauriente dell'enorme potenziale crio-carsico del Gorner.
Sono stati scesi oltre 20 mulini, tutti accuratamente topografati e fotografati.

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Ciao Lucas, ti sia lieve la terra

Il contaggioso sorriso di LucasUna bruttissima notizia ci arriva dal Chiapas. Lucas Ruiz, amico e socio messicano, ci ha lasciati due giorni fa. Tanti ormai lo conoscevano. Non solo coloro che hanno partecipato a spedizioni nelle colonie della zona del Rio La Venta o sugli altos di Bochil. Anche tanti speleologi che, in alcuni momenti di aggregazione, hanno visto ed ascoltato Lucas raccontarci delle meraviglie della selva e delle grotte che cela. O che sono stati con lui in grotta qui in Italia nei periodi in cui viveva a Magliano Sabina. Voglio usare le parole di Gianni Todini, più di un fratello per Lucas, per salutarlo: "Ho perso un fratello. Sto piangendo ma contemporaneamente sono felice della possibilità che la vita mi ha offerto di vivere per quindici anni le meravigliose esplorazioni con Lucas. Esplorazioni che ci hanno portato fin dentro i meandri dell'animo e che mi hanno fatto riscoprire la forza della vita.". Ed in questo momento il nostro pensiero va a Juana, la moglie, ed ai tre figli piccoli, Gianni, Vicente e Luciana. Tra poco saremo in Messico e cercheremo di portargli un po' di conforto ed un aiuto per vivere. Ciao Lucas, ti sia lieve la terra. Esplorare El Ocote senza te non sarà mai più la stessa cosa.

Portare alla luce i segreti dell'evoluzione attraverso l'esplorazione delle grotte - Articolo di Cesco sul prestigioso The Guardian

Francesco SauroL'esploratore italiano Francesco Sauro descrive l'importanza delle indagini nel sottosuolo.

Ogni anno centinaia di chilometri di grotte sotto la superficie terrestre vengono esplorate, con le nuove scoperte nel mondo sotterraneo che offrono approfondimenti sull'evoluzione della vita. La sete di esplorazioni geografiche, che ha guidato navigatori intrepidi come Charles Darwin e Alexander von Humboldt nel 18° secolo, ora appare senza senso nel mondo di Google Earth, visto che i satelliti hanno esaminato ogni singolo metro quadrato della superficie del nostro pianeta... Continua a leggere sull'edizione web del Guardian

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