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KUR e IPad

Il giorno del lancio della pietra nello stagno (così è stato definito), ovvero del primo quotidiano elettronico presentato da Murdock a New York, The Daily, noi testiamo Kur sul dispositivo Apple iPad.

È certo che ci sarà presto un cambiamento nell’editoria, uno strumento come l’iPad è soprattutto comodo, anzi molto comodo. Certo, si fa tutto anche senza, ma ci vuole più impegno, più conoscenza della rete, più voglia di sbattersi, abbonarsi, aspettare, pagare e ricevere dopo giorni il nostro libro o rivista.
Ho letto da qualche parte che gli editori sperano in un rifiorire delle pubblicazioni e degli utenti delle stesse, cosa per altro finora disattesa. Ma si sa, ci vuole tempo ad abituare la gente al cambiamento.

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la Zona del Silenzio

Lungo la Carrettera 49Ricordo che quell’area l’attraversai per la prima volta nel 2007, quando con una massacrante tirata in auto, da Città del Messico raggiungemmo la miniera di Naica (Chihuahua) e da lì, il giorno dopo, il piccolo paese di Cuatrocienegas nello stato di Cohauila, teatro di un nostro progetto negli anni 2000-2002.

Ma che cos’è la zona del silenzio?

Localmente conosciuta come Vértice de trino, la zona del silenzio è localizzata nel punto d’incontro degli stati di Coahuila, Chihuahua e Durango.

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La Venta in mostra a Bologna

Mostra su Naica a BolognaDal 3 al 13 febbraio la Cueva de Los Cristales è in mostra a Bologna, presso il palazzo di Re Enzo (Piazza Nettuno) con il titolo Giganti di Cristallo. L’iniziativa nasce in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico Ambientali dell’Università di Bologna.

Gli orari per il pubblico sono 09.00-13.00 e 15.00-19.00 dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

Per prenotare visite guidate o scolaresche è possibile scrivere all’indirizzo lascienzainpiazza@golinellifondazione.org

Chiapas, sogni ricorrenti

conferenza_riserva_2010Cueva del Rio La Venta, 24 novembre 1995. La squadra esplorativa, entrata dal Sumidero II, cerca a lungo tra i massi della grande frana. In gioco c’è la congiunzione con la Cueva, che aprirà la strada a una traversata di 14 chilometri, fino giù al canyon. Tocca a Tullio ricevere dalla grotta il regalo tanto atteso: il passaggio chiave.

Oggi con Cesco, Roberta Tanduo e Kaleb Zárate Gálvez del Grupo Espeleológico Jaguar di Tuxtla Gutiérrez passiamo proprio nello stesso punto, nella stessa data, esattamente quindici anni dopo quella scoperta. Fa uno strano effetto: senza averlo preventivato, ci ritroviamo a festeggiare quest’anniversario sotterraneo insieme a sei ragazzi delle colonie Lázaro Cárdenas e López Mateos.

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Rientro dall'Hundido

Canyon ApacheIl giorno 23 si è conclusa la parte esplorativa nella zona dell’Hundido con rientro a Cd. Jimenez e relativa conferenza alla scuola secondaria della città.

I risultati della seconda fase di ricognizione non sono stati fra i più produttivi dal punto di vista speleologico anche se il deserto ci ha riservato piacevoli momenti e sorprese oltre ad un indecifrabile numero di ferite su tutto il corpo per le spine dei cactus!

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Hundido, inquietudini e magie

All’ingresso dell’Hundido. (foto A. Romeo)Mi trovo a scrivere dal rancho Hundido, un balcone spettacolare su centinaia di chilometri di deserto. Quando inserirò questo post nel blog sarò di passaggio a Jimenez prima di cominciare il lungo viaggio verso le foreste del Chiapas.

Questa settimana di esplorazioni e ricerche in questo angolo del deserto chihuahuense è stata un insieme di emozioni forti, paure, storie, risate che è difficile raccontare in poche righe. L’Hundido ci ha richiesto ben tre giorni di studio, documentazione fotografica e esplorazione. Ora sappiamo che la colonia di pipistrelli deve superare 1,5 milioni di individui, che è in buona salute (non abbiamo riscontrato casi di white nose) e che ogni sera al tramonto se ne esce dall’enorme imboccatura con una scia continua che come un serpente gigantesco si dirige verso le montagne a nord. Il pozzo è davvero inquietante, proprio come ci aveva raccontato Tullio, e abbiamo temporeggiato parecchio tempo prima di scenderlo fino al fondo, dove l’immenso lago nero mantiene ancora il segreto delle sue profondità.

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